giovedì 21 luglio 2016

Viaggio verso la vita.

La grande avventura della vita comincia con un viaggio… un viaggio difficile e faticoso: quello dello spermatozoo – l’unico, tra circa 200 milioni di “concorrenti” proiettati nell’apparato genitale femminile a ogni eiaculazione – che, dopo un’impervia risalita, riesce a incontrare l’ovulo nella tuba, luogo del fatale appuntamento.si inizia con un viaggio, promosso dall’attrazione fatale che l’ovulo esercita nei confronti dello spermatozoo, la straordinaria avventura della vita continua con una traversata: quella che l’uovo fecondato deve affrontare, attraversando la tuba, per arrivare nell’utero.


LE PRIME DUE SETTIMANE

Lo spermatozoo che entrerà nell’ovocita per fecondarlo deve avere davvero delle speciali capacità di resistenza: vincendo una gara con milioni e milioni di concorrenti, riesce infatti a portare a compimento un’impresa veramente ardua. La lunga e difficile risalita verso l’utero e la tuba è un viaggio pieno di pericoli, che stronca via via gli spermatozoi meno dotati. Se quelli che vengono deposti in vagina durante il rapporto sessuale sono milioni, i superstiti che attraversano l’utero ed entrano nelle tube sono solo alcune centinaia. Quest’autentica ecatombe dipende da diversi fattori: il muco acido presente in vagina, ad esempio, rende quell’ambiente ostile alla sopravvivenza degli spermatozoi e inoltre non tutti sono costituzionalmente adatti all’impresa. Con tutti quelli che si presentano all’appuntamento con l’ovocita all’interno della tuba, e lo circondano affollandoglisi tutto intorno, solo uno riuscirà a penetrare al suo interno.


Durante questa traversata, l’ovulo si modifica profondamente: si segmenta in unità più piccole che finiscono per costituire una morula, ossia una sorta di “grappolo” di cellule, somigliante al frutto di una mora. Ed è la morula a entrare nell’utero, tre giorni dopo la fecondazione, dove tutto è pronto per accoglierla. Prima che questo avvenga, però, la morula subisce un’altra trasformazione: al suo interno si forma una cavità , che la cambia in una blastocisti. Se la si esamina con attenzione, si vede che questa è costituita in sostanza da tre parti:
-una massa cellulare interna, che darà origine all’embrione e ad alcuni tessuti di sostegno all’embrione stesso;
-una cavità , ripiena di liquido;
-un sottile strato esterno di cellule (il trofoblasto), fondamentale per il nutrimento dell’embrione.

LAGGIÙ C’È UN CUORE CHE BATTE

è solo nel corso della terza settimana che l’embrione comincia ad assumere una forma più definita: sarebbe visibile anche ad occhio nudo – è lungo 2-3 millimetri – come un corpicciolo ripiegato su se stesso. è in questo periodo che si forma l’abbozzo della futura colonna vertebrale, la notocorda, e quello del sistema nervoso, il tubo neurale. Inoltre, si forma anche un tubo cardiaco, predecessore del cuore, che pompa il sangue.

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