mercoledì 20 giugno 2012

Lo specchio!


Lo specchio più vecchio è quello inventato dalla natura: i primi uomini si divertivano così tanto nel vedere la propria immagine riflessa in mari, laghi e fiumi, che per specchiarsi riempivano d’acqua i piatti di terracotta.
Gli specchi “veri” usati fino al Medioevo però erano dei semplici dischi di metallo (bronzo, stagno o argento) leggermente curvi e lucidi. Ce n’erano anche di vetro, con uno dei due lati annerito dal piombo.
Nel 500 Leonardo Fioravanti scrisse un trattato per spiegare la tecnica per fabbricare gli specchi utilizzando mercurio o stagno, cioè un metallo riflettente.
L’impiego di questo metodo si diffuse a Venezia, dove fiorì l’arte del vetro, durante il XVI secolo. Forgiavano specchi così belli che persino le fanciulle della lontana Persia se ne facevano regalare uno per il loro matrimonio.
Nonostante i divieti imposti dai Dogi, gli artigiani veneziani diffusero i segreti della loro arte in altre città e, verso la metà del XVII secolo, anche Londra e Parigi divennero importanti centri di produzione di specchi in vetro.
Da allora si cominciò ad usare una tecnica di lavorazione meno laboriosa: gli specchi divennero meno costosi e alla portata di tutti.
Lo specchio “di oggi” è una lastra di vetro, con una faccia rivestita di alluminio, o d’argento, che produce un’immagine per riflessione degli oggetti che gli stanno davanti.
Come si fa? Si spruzza, sotto vuoto, un sottilissimo strato di alluminio o argento sulla faccia inferiore di una lastra di vetro.
Il processo chimico di rivestimento del vetro con argento venne scoperto da Justus von Liebignel nel 1835. Grazie a lui nacquero le tecniche di produzione degli specchi usate ancora oggi.


Nessun commento:

Posta un commento