giovedì 24 novembre 2011

Ma in che mondo viviamo....

“E’ ora di finirla con questa storia dell’abbattimento dei randagi. Facciamo chiarezza una volta per tutte: la normativa italiana esclude nel modo più assoluto che si possa procedere con l’eutanasia. Chiunque intendesse affrontare il problema con soluzioni illegali sarà chiamato a risponderne all’autorità giudiziaria.”Sono queste le parole con cui il presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, interviene in merito alle proposte avanzate da Massimo Sensini, sindaco di Fossalta di Piave (Venezia) – aveva già bocciato la proposta delle maestre di un asilo che volevano “autotassarsi” per aiutare una bimba di quattro anni, figlia di immigrati in difficolta – e da Angiola Tremonti, consigliere comunale di Cantù (Como), che auspicano una “soluzione canadese”– peraltro condannata con sdegno dalle stesse autorità di quel Paese - per gestire il fenomeno randagismo.
“Questo episodio conferma che proposte insensate, spesso vere e proprie incitazioni a contravvenire alla legge, arrivino in maniera indifferenziata sia dal profondo Sud sia dal profondo Nord, a riprova che almeno in questo avvilente esercizio l’unità d’Italia è un fatto compiuto –aggiunge Rocchi -. E sono ancora più stupita dallo sprezzo con cui alcuni nostri amministratori trattano i temi degli animali.”
Con l’occasione, l’Enpa ricorda che la legge 281 del 1991 – una buona legge che, come confermato dal Ministero della Sanità, ha contribuito a contenere prima e a ridurre poi il numero di trovatelli - stabilisce espressamente il divieto di soppressione per i randagi e prevede che questi possano essere “addormentati” soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità. Invece di insistere con idee balzane, secondo la Protezione Animali, i latori di suggerimenti tanto “brillanti” dovrebbero rendere conto di come impiegano i fondi pubblici destinati al contrasto del randagismo.
Ma soprattutto dovrebbero spiegare agli italiani – per inciso si ricorda che una famiglia su tre ospita uno o più animali - quali misure e quali controlli pongano in essere sia per evitare gli abbandoni di animali sia per limitare la popolazione di “trovatelli”. Infatti, all’Enpa risulta che, quando si tratta di sterilizzazioni e verifiche sui microchip, le autorità comunali non sempre sono altrettanto solerti.
“La consigliera Angiola Tremonti così come il Sindaco Massimo Sensini – conclude Rocchi – potranno, se credono, avere ogni informazione in merito dal Ministero della Salute dove, ad iniziativa del Sottosegretario Francesca Martini, eletta nella Lega Nord, è stata data alla tutela dei randagi una attenzione che non trova riscontro nei precedenti governi, di qualunque parte politica.”
Purtroppo in Romania è già diventata legale l'eutanasia per i randagi...
TRISTE DAVVERO TANTO...
Bucarest ha deciso. Per risolvere il problema dei cani randagi che assilla la Romania, il Parlamento ha reso legale l’eutanasia per i migliaia di quattrozampe che circolano per le strade del Paese. Il provvedimento è passato martedì in aula con 168 voti a favore e 111 contrari e prevede che i randagi, una volta catturati, siano custoditi nei canili fino a trenta giorni e poi eliminati. L’obiettivo, ridurre il randagismo.
Oggi, nella sola Bucarest, si contano circa 50mila cani di strada. Una buona parte, segnalano le associazioni per la protezione degli animali, è tuttavia sterilizzata, ma per le autorità rappresentano un problema di sicurezza. A luglio, la Romania è stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani a risarcire con 9mila euro la famiglia di una pensionata, che era stata ferocemente attaccata nel 2000. Secondo la Corte, il caso non era un’eccezione: «Migliaia di persone vengono azzannate ogni anno nelle città romene», riporta la sentenza.
Le argomentazioni sulla sicurezza non convincono però gli animalisti. «La Romanian Animal Welfare Coalition, con il sostegno di Dogs Trust, chiede al governo romeno di sospendere i piani per eliminare 250mila randagi. Non siamo ciechi: il numero dei cani di strada, che minacciano turismo e sicurezza di bambini e adulti, deve essere ridimensionato. Ma le uccisioni di massa non sono la soluzione. Sfortunamente, il governo cerca risposte a breve termine, ma queste non esistono», spiega David Newall, International Director di Dogs Trust, la più grande ong inglese che si occupa dei cani. Newall che poi ricorda che «solo l’8% dei romeni è a favore delle soppressioni».
«In Parlamento c'è stato un voto tirato, con una differenza tra pro e contro non significativa, dopo un iter complesso e faticoso che testimonia che questo è un tema spinoso e sentito dai politici e dall'opinione pubblica. Questa legge non si oppone solo a ciò che dicono le associazioni animaliste, ma va contro ciò che dice il mondo. Dai principi dell'Oms alla Convenzione europea dei diritti degli animali, ratificata dalla Romania, che afferma che i metodi preferenziali per gestire il problema randagismo sono sterilizzazione e controllo delle nascite», spiega Sara Turetta, presidente di Save the Dogs. Non solo. L’eutanasia è già stata applicata in passato con zero risultati: «I cani sono già stati uccisi dal 2001 al 2007, in massa. Se questo metodo non funziona, insistere sulla stessa strada pensando di ottenere un effetto diverso è un nonsense. Bisognerebbe puntare invece su metodi alternativi», sterilizzazioni, adozioni, «ma ciò comporterebbe non guadagnarci sopra», aggiunge.
Il punto-chiave che le ong animaliste sottolineano è il fallimento delle passate campagne di eutanasia in Romania: 14 milioni di euro sprecati tra il 2001 al 2007 e migliaia di cani uccisi, senza effetti concreti. Turetta conclude: «Noi operiamo nella provincia di Costanza, città che uccide ogni mese 600 cani, da dieci anni, ed è ancora piena di randagi. Il modo con cui vengono uccisi è aberrante e la soluzione non è adeguata. La società privata che ha l'incarico di eliminare i cani ottiene circa 300mila euro all'anno dal comune. Parliamoci chiaro: la legge non è fatta nell'interesse dei cittadini, ma a vantaggio di qualche sindaco un po' demagogico e di società private legate alla classe politica, che si arricchiranno».

E voi cosa pensate....io vorrei una cosa che invece di applicare l'eutanasia sui cani sarebbe meglio farla sugli assassini e stupratori, tanto cosa ci fanno in carcere ad occupare posti....magari quei posti li potremmo dare ai cani randagi che un tetto se lo meritano più di certe persone!

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